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L’OSPEDALE DEI GIOCATTOLI

7 Gennaio 2026 by Il Rosicchialibri

★ L’OSPEDALE DEI GIOCATTOLI / di Laura Imai Messina / illustrazioni di Veronica Ruffato / Salani – 2025 / a partire da 10 anni ★

Una protagonista con una famiglia ingombrante.

Un uomo misterioso che rovista nella spazzatura.

Un ragazzo invisibile.

Un gatto parlante.

E -ovviamente- tanti giocattoli!

Questi sono solo alcuni degli ingredienti che potete trovare nel romanzo di Laura Imai Messina, dedicato a tutti quei giocattoli che hanno riempito l’infanzia di molti bambini e poi si sono rotti.

Airi vive in una casa piccolissima, con una madre indaffaratissima, dei fratelli disordinatissimi e un papà golosissimo.

Airi ha nove anni e tutte le mattine ha l’incarico di svegliare i suoi fratelli (e i loro pupazzi). Per fortuna ad aiutarla c’è Limaca, la sua capibara di stoffa, con la quale ha un rapporto simbiotico.

Nel mondo di Airi i giocattoli parlano e interagiscono con i bambini, come una coscienza di stoffa, ma per il resto è tutto uguale: esistono la scuola, gli amici e i compiti…

La vita impegnata della bambina scorre tranquilla, fino a quando fra le case della città vecchia accade qualcosa: nella bottega ricoperta di rampicanti che nessuno aveva mai visto aperta si accende una luce!

Chi è il personaggio misterioso che la abita? E c’entra qualcosa con quell’uomo assurdo sorpreso a rovistare nella spazzatura? Airi e la sua amica Emi decidono di indagare.

Presto scoprono che quell’uomo è un dottore, ma non un dottore come tanti: lui ripara giocattoli! Airi ha immediatamente bisogno della sua capacità per un “incidente” capitato a Limaca, ma ben presto nella sua testa e in quella dei suoi amici si affaccia un’idea: se tutti i bambini della città potessero usufruire delle cure del dottore per i loro giocattoli?

Un romanzo particolare, ambientato in un mondo sospeso, dove l’influenza della cultura giapponese (cara all’autrice che vive a Tokyo) è spesso presente.

Un’avventura che è anche una denuncia contro la cultura dell’usa e getta: al centro della narrazione non ci sono semplici oggetti di plastica o pezza, ma i legami che essi custodiscono. Perché non si tratta solo di cucire una gamba a un orsetto o incollare il braccio di una bambola, ma di ricucire lo strappo tra il passato e il presente.

In un’epoca dominata dall’acquisto compulsivo e dal passaggio troppo rapido da un giocattolo all’altro, questo libro è un atto di ribellione gentile. Un testo che si prende i suoi tempi per descrivere con precisione il rapporto bambino/giocattolo, così simbiotico da diventare un dialogo.

L’autrice si è ispirata a un vero Ospedale dei giocattoli (Omocha byōin) che c’è in Giappone. Un’organizzazione di volontariato che ripara gratuitamente i giocattoli rotti e che oggi conta 1700 dottori e più di 440 sedi. La missione dell’Ospedale è di ripristinare le funzioni perdute e infondere nuova vita ai giocattoli.

In questo Ospedale la percentuale di successo è di oltre il 95%.

Haider

Della stessa autrice: GORO GORO, Salani 2021.

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