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La bicicletta di Bartali

27 Gennaio 2018 by Il Rosicchialibri Lascia un commento

La bicicletta di Bartali
di Simone Dino Gandini con la testimonianza di Andrea Bartali
illustrazioni di Roberto Lauciello
Notes Edizioni, 2015
(7 – 8 – 9 anni)

“Il bene si fa ma non si dice”.
Questa la frase che ripeteva sempre il grande ciclista Gino Bartali, trionfatore a due Giri d’Italia (nel 1936 e nel 1937) e al Tour de France (1938), ma questo prima che scoppiasse la Seconda Guerra Mondiale.
Il conflitto, si sa, è durato anni, e in quegli anni sono state sospese tutte le manifestazioni sportive, come il ciclismo che in Italia era molto più seguito del calcio.
Ma Bartali non ha smesso di pedalare nemmeno durante la guerra, solo che durante il conflitto non pedalava per un fine agonistico, bensì per qualcosa di molto più grande.
Dicono che rischiare la vita per un altro essere umano sia il punto più alto che può raggiungere un uomo, e Bartali l’ha fatto. L’ha fatto perché era la cosa giusta da fare, l’ha fatto in silenzio, senza raccontarlo mai, l’unico custode del suo segreto è stato suo figlio.
Così questo libro racconta la storia sconosciuta di questo grande uomo sportivo che fra il 1943 e il 1944 ha trasportato più di ottocento documenti (documenti falsi) da Assisi a Firenze, per poter permettere ad altrettanti ebrei di lasciare l’Italia e salvarsi dalla follia della guerra.
E come ha fatto?
Ha percorso centinaia di chilometri al giorno e rischiando ogni giorno la vita (adducendo la scusa dell’allenamento), con i documenti falsificati da una stamperia di Assisi nascosti nel telaio della sua bicicletta da corsa verde.
Una verità che è emersa solo dopo la morte di Bartali, quando il figlio Andrea ha deciso che era il momento giusto per raccontare questa storia.
In appendice a questo romanzo troverete proprio le parole di Andrea Bartali, fiero di essere il figlio di un uomo che nel 2006 ricevette dal capo dello Stato la medaglia d’oro al valore civile e nel 2013 è stato dichiarato “Giusto fra le Nazioni” il più alto riconoscimento che lo Stato di Israele tributa a tutte quelle persone non ebree che hanno aiutato gli ebrei durante la guerra.
H!

http://www.notesedizioni.it/it/home

(immagine: la copertina del libro)

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