★ PUÒ SUCCEDERE ANCORA? / di Jesper Lundqvist / illustrazioni di Fideli Sundqvist / traduzione di Samanta K. Milton Knowles / Uovonero – 2026 / a partire da 9 anni ★
“Quella guerra adesso viene chiamata la seconda guerra mondiale. Il genocidio
viene chiamato Olocausto.”
Ma può succedere ancora?
È questa la domanda che dà il titolo al libro, ma la risposta non è semplice come il quesito. Dipende da troppe variabili e da troppe cause intrecciate. Sicuramente dobbiamo conoscere ciò che è accaduto, per impedire che la storia trovi il modo di ripetersi.

L’autore svedese Jesper Lundqvist, che spiega i fatti con cruda semplicità, per spiegare l’orrore, fa un necessario passo indietro: indicando la prima guerra mondiale come il seme che ha generato la seconda e spiegando come i grandi conflitti nascano da molto lontano (per noi oggi il 1914 è una pagina lontanissima della storia).
Dalla povertà estrema e dal risentimento post-bellico dell’inizio del secolo emerse la figura di Adolf Hitler. Il libro descrive con una chiarezza disarmante la sua strategia: trovare un capro espiatorio, spostare l’attenzione del popolo dai veri problemi e cavalcare l’insoddisfazione. In un attimo, il passo dalla democrazia alla dittatura si rivelò brevissimo e ancora oggi si cerca di spiegare come sia stato possibile.
Anche questo libro lo fa, ma con una freschezza disarmante, nonostante l’argomento sia molto complesso.

Il libro è suddiviso in quattro parti: come iniziò, come i nazisti presero il potere, quello che non sarebbe mai dovuto accadere e cos’è successo dopo e, attraverso tanti piccoli paragrafi, brevi e incisivi, analizza quello che è accaduto spiegando anche le parole difficili.
Il controllo dei mezzi di comunicazione, la censura, l’abitudine e la negazione, hanno influito sul comportamento delle masse, che hanno lasciato accadere le cose piuttosto che contrastarle, e tutto questo contribuì a riempire di orrore i libri di storia.
L’autore ci spiega come la propaganda, ripetuta all’infinito, possa trasformare la menzogna in verità condivisa. Poi ci pone delle domande “scomode” che suggeriscono degli spunti di riflessione (perfetti per genitori e insegnanti) per cercare di capire se le cose potevano andare diversamente se il mondo si fosse indignato di più o se uomini e donne non avessero girato la testa dall’altra parte. Ma sono anche domande che invitano a risposte più interiori: tu cosa avresti fatto? Gli esseri umani sono malvagi? Esistono persone malvagie o soltanto azioni malvagie? Cosa spinge le persone a fare cose brutte?
Oggi il nazismo non si presenta necessariamente con le stesse divise del secolo scorso, ma i meccanismi di esclusione tornano ciclicamente. L’abitudine è il rischio più grande, perché quando l’orrore diventa quotidianità, smettiamo di vederlo.
Leggendo queste pagine, sorge un dubbio legittimo: ci sta sfuggendo qualcosa che potrebbe essere importante? Forse, proprio come allora, stiamo sottovalutando piccoli segnali di intolleranza che, se sommati, possono cambiare il corso della storia.
Un libro semplice, crudo, con illustrazioni taglienti, realizzate con pochi colori, perché l’orrore non è colorato, ma si nasconde dietro il rosso e il nero della svastica.
Ricordatevi: non serve un mostro per distruggere il mondo; basta un uomo capace di convincere gli altri che il vicino di casa è un nemico.
Haider
